Giorno 24
30 agosto Mi sveglio una prima volata verso le 7, ieri mi sono soffiato il naso per tutto il viaggio e stamattina mi sento un straccio, mi giro e mi rimetto a dormire, mi sento stanco e debole. Stessa situazione alle 11, in puskar sto solo oggi dovrei uscire e vedere i templi, ma credo che sia meglio occuparmi della mia salute: mi rimetto a letto chiedendo a shiva di guarirmi. Sento bussare alla porta, é il proprietario che siccome ieri non mi ha conosciuto é venuto a vedere, é simpatico, ha degli amici italiani che ogni volta che vengono da lui gli dicono “piter, che cazzo vuoi stronzo”, dette in perfetto italiano. Mi dice che quando voglio ha il ristorante sulla terrazza e posso fare il checkin da li. Guardo l’ora… Azz sono quasi le cinque. La terrazza ha una splendida vista, i due cucuzzoli sui quasi sembrano stati posati da Dio i due templi, creano un ambientazione stile fantasy davvero suggestiva. Prendo un mix di frutta e un Masala toast, con un buon intruglio di ginger-honey-lemon e scendo a visitare la città. Purtroppo il lago é asciutto e tutta l’atmosfera é rovinata da draghe che cercano di convogliare la poca acqua rimasta per farla apparire meno putrida. Un sadhu mi convince a fare una puja, poco prima del tramonto ritorno in albergo. Salgo sulla terrazza e ci trovo un capellone biondo come me, ci salutiamo, mi sembra uno tranquillo, é francese, quindi iniziamo a chiacchierare in francese. La conversazione é piacevole, della Normandia, studia ecologia, ha vissuto 1 anno a Tolosa ed ora va a Londra per 3 anni. Ha la faccia un Po sballona ma é solo un impressione, magari pure io do quell’impressione :) poi quando scopri che anche lui adire Linux, mi sta ancora più simpatico. Parliamo fino alle 21 quando mangiamo qualcosa, a fine cena scendiamo a fare un giro notturno. Torniamo a fumare una sigaretta in terrazzo e poi a dormire. Domani vorrei andare su uno templi, ci va mezz’ora a piedi per andare, poi alle 11 ho appuntamento col taxi che mi porta a jaipur, da li, alle 5 prendo il volo per mumbai, ho già avvisato Sachin. Dopo la doccia scrivo un Po e prima di andare a dormire, scopro che sorprendentemente il mio raffreddore, che stamattina non mi faceva respirare, ora é scomparso.. Sara’ stato shiva o la magia del luogo, oppure i 2 ginger-honey-lemon e la dormita.. Ad ogni modo.. grazie. A mani giunte.
Riflessioni : Le guide turistiche
Normalmente non sono un fan delle guide turistiche, sono assolutamente utili, ma tolgono quel pizzico di sapore del viaggio avventuroso, dove la disavventura può diventare costruttiva e dove alcune coincidenze possono portarti in posti davvero inesplorati dalle guide. Le guide che mi piacciono di più sono quelle specifiche comprate sul posto, tipo la storia dei moghul comprata in agra, ma anche un libro sulla cattedrale a chartres. Quando sono partito per l’india pero’ mi sono attrezzato con la più completa e rinomata lonnely planet, ho letto persino l’introduzione e le varie sezioni degli alberghi, che d solito non leggo mai. Da quando sono arrivato in india ho scoperto l’impatto che hanno sul territorio: più di una volta ho capito che quanto noi leggiamo é solo una delle interpretazioni possibili e quanto impatto abbiano sul territorio di cui parlano. Prima del safari a jaisalmer, avevo letto molto al riguardo, e nella sezione specifica consigliavano di dire ai cammellieri che pulissero tutto prima di andar via. Quando sono stato li, sono arrivato in posti sempre puliti, ed ero con due francesi che, alla prima occasione, hanno ripetuto fedelmente il consiglio dato dall guida. La risposta, tanto semplice quanto eloquente, é stata: “signora (straniera), questo é il MIO deserto, ai turisti non piace lo sporco quanto non piace a noi, non si preoccupi”. Non so se i cammellieri conoscessero la lonnely planet, ma conoscevano molto bene l’atteggiamento saccente di quei turisti coloniali. Sul forte di jaisalmer , avevo letto un capitolo molto strano:”siccome la città ha gravi problemi di acqua, non elenchiamo nessun albergo all’interno del forte, e ne sconsigliamo l’utilizzo. Quando ci sono stato, anche io sono stato in un albergo subito fuori dalle mura. Parlando con le persone, mi han detto che negli ultimi 3 anni gli alberghi interni stanno chiudendo, e ne sono nati molti nuoi, subito attorno alle mura. La loro polemica era dovuta al fatto che il governo vuole mandare via le 5000 persone che ci abitano, per farne un attrazione turistica. Non so se il governo indiano abbia influenzato le guide , oppure le guide abbiano influenzato pesantemente i turisti, e non so nemmeno se siano corrette o meno le intenzioni del governo, ma l’impatto delle cose scritte sulla guida sono davvero alte. Quando sono arrivato ad amristar , mi sono messo di più a seguire i consigli della guida: sono sceso dal treno ed ho detto al riswo-man di portarmi al grace hotel. Lui mi ha risposto “si lo so, tutti vogliono andare li, perché il proprietario é un sikh americano, che si é fatto fare le recensioni su tutti i libri”. A Varanai mi hanno portato in una fabbrica di seta, dove il proprietario, una delle prime cose che ha detto é stata”siamo anche sulla lonnely planet”, ed a jaisalmer il mio amico indiano sapeva elencarmi i negozi che erano sulla stessa guida. A puskar invece alcuni locali avevano la scritta “lonnely planet” più in vista dell’insegna stessa. La guida rimane comunque uno strumento molto utile, ma ci andrebbe un wikitravel da poter sfogliare comodamente in viaggio per poter equilibrare le fonti e le esperienze, e soprattutto per evitare che i monopoli influenzino troppo l’aspetto locale del territorio.
Riflessioni : Il miracolo hindustan
Quando leggevo sulle guide che l’india é un subcontinente, non avevo idea di cosa significasse, delle reali diversità del popolo indiano. Sto scoprendo, giorno dopo giorno, quanto enormi siano queste differenze: la religione, le attitudini, la struttura fisica, le tradizioni e le arti, oltre che alla lingua, ma non solo nella pronuncia o nella grammatica, hanno proprio un ceppo diverso, con anche i caratteri delle lettere diverse… E io sono stato in soli 6 stati, ce ne sono almeno il doppio. Considerare l’india come una nazione é concretamente sbagliato. É come considerare l’Europa uno stato: non solo esistono enormi differenze tra un norvegese e un portoghese, ma ne esistono anche tra un Trentino e un siciliano!! E noi in Europa abbiamo poche differenze religiose, nella maggioranza degli stati si può dire che ormai la religione é quasi inesistente, ma comunque esitono pochissime differenze. La parola “india” é il nome inglese di questo paese, il nome che usano più frequentemente gli indiani per definire il loro paese é hindustan, ma nel punjab ha anche un altro nome: bhart. Durante il safari a jaisalmer , c’erano con me anche 2 indiani di bangalore, ma sia l’atteggiamento, sia la loro casta, ma soprattutto la lingua, faceva si che tra loro dovessero parlare inglese per capirsi. Nella storia l’india non é mai stata unita se non quando era sotto il dominio di un invasore straniero: i moghul prima, gli inglesi poi. Ci andava proprio un uomo come Gandhi per riunirla senza l’intervento di qualche straniero: penso davvero che quell’uomo abbia fatto un vero miracolo qui, anche con l’unico neo del Pakistan.
Giorno 23
29 agosto La mattina metto la sveglia alle 7, non voglio fare tardi stavolta, alle 8 sono pronto, ma Sushil deve ancora passare a prendere il resto della famiglia, partiamo alle 9e30 con sua sorlla e marito, un amico, sua mamma, un bimbo piccolo e una bellissima bambina di una decina di anni che continua a fissarmi. Verso meta strada, vedo un posto di blocco in lontanaza, loro parlano con qualcuno nel villaggio, poi Sushil fa una telefonata e mi dice che siamo quasi al confine col Pakistan, e 100 km circa prima del confine é consentito solo agli indiani e solo se hanno un motivo valido: loro quindi proseguono per il tempio di tanot mater, io devo tornare indietro :( così fermiamo una macchina che mi riporta a jaisalmer per 200 rupie. Peccato, sarebbe stata una bella esperienza, ma Sushil dice che annoderà un fazzoletto anche per me. Io ritorno al forte, faccio un giro ma il caldo mi opprime, così torno in albergo a pranzare. Dopo quasi un mese di cibo indiano, stavolta provo la tanto decantata pizza italiana: ovviamente nulla a che vedere con quello che noi chiamiamo pizza, ma devo dire che mi ha fatto piacere. Nel frattempo vengo raggiunto sulla terrazza da 4 ragazze, 2 inglesi e 2 tedesche: ancora una volta noto un atteggiamento tipico del turista che vuole visitare un posto diverso ma con le stesse comodidá di casa propria, quando il tizio gli porta il te, lei glielo rimanda indietro perché lo vuole pieno fino all’orlo; oppure quando ordina un caffè e gli portano un altra cosa, lui prima lo beve e poi non lo vuole pagare…. Sono contento di non essermi infilato in comitive di questo tipo, perché motivi per lamentarsi ce ne sarebbero moltissimi, ma si rischia di tornare a casa con dei brutti ricordi! Mi dicono anche che puskar é bruttissimo, il lago é quasi secco ed é pieno di turisti.. Bah, ormai il biglietto ce l’ho e il bus parte tra 2 ore, eppoi il loro giudizio non mi pare così prezioso. Chiedo al proprietario se posso fare ancora una doccia, lui mi da entrare in una camera, che probabilmente é quella che usano loro alla reception.. vabbeh, faccio una doccia e sistemo due cose, dopodiché alla stazione dei bus mi accompagna il proprietario che si chiama anche lui Rajesh. Prima di andarsene mi hiede un favore, se posso spedirgli una moka, perché vuole completare il suo menù italiano con un buon caffè, vediamo se quando torno mi ricordo. Il bus é pieno, e i posti per dormire sono tutti già occupati, mi arrabbio ma lui é inflessibile, mi dice che avevo prenotato per il giorno prima, e il cambio l’ha fatto l’albergo, non lui, per cui, posto a sedere. Mi siedo e cerco di rilassarmi, tanto non serve a nulla: sono 10 ore di viaggio, ma dovrei arrivare intorno alle 2 di notte, magari faccio ancora in tempo a dormire un Po in albergo. La denominazione “turistic bus” mi ha tratto in inganno, pensavo fosse un livello superiore al normale bus, in effetti lo é ma la popolazione all’interno é la stessa dei bus normali: anzitutto ero l’unico straniero, poi la gente é ovunque, quando spngono le luci, quelli in piedi si sdraiano nel corridoio e nei posti per dormire si possono trovare anche 4o5 persone. Mi appisolo un po, quando mi sveglio per una pausa, mi ritrovo una giovane mamma con la testa appoggiata sul braccio, e i due piccini con la testa appoggiata sulla mia coscia, la mano sulla spalla destra invece, é del mio vicino di sedile! Ero un Po preoccupato all’idea di arrivare in piena notte in un posto nuovo, perché orientarsi già é difficile, a notte fonda potrebbe essere davvero frustrante. Qualcuno mi sveglia, sono arrivato, ovviamente l’ora prevista era del tutto superficiale, sono le 3 e mezza. Appena scendo vedo 3 o 4 ragazzini che mi si avvicinano, uno ha in mano un biglietto che riconosco: di fronte al tempio giainista a jaisalmer avevo incontrato un certo Sadu che mi ha chiesto se sapevo dove dormire, avevo risposto di no e lui mi ha dato un biglietto e ha fatto una telefonata, ora quel ragazzino mi mostra il biglietto, pronunciando il mio nome e la mia nazionalità: che efficenza! In meno di 2 minuti sono nella mia stanza, mi dice”adesso dormi, domani poi facciamo il resto”. Beh, spero non ci siano fregature, ma le mie preoccupazioni per trovare una sistemazioni si sono esaurite in meno di 2 minuti. Faccio una doccia e scrivo un po, si sono fatte le 4 e dormo. A mani giunte.
Mentre l’allegra famigliola prosegue, io son costretto a tornare indietro con una macchina a caso





