Mentre l’allegra famigliola prosegue, io son costretto a tornare indietro con una macchina a caso
Giorno 22
28 agosto La sveglia suona alle 7e30 vado a far colazione sulla tarrazza con vista sul forte, colazione tipica rajastana con una specie di chapati farcito e yogurt. Sono in ritardo, alle 9:15 Shushil già mi chiama per chiedermi divo sono, arrivo da lui e poi vado a visitare i templi giainisti. Davvero molto belli, molto più sobri di quelli indù, e si percepisce un atmosfera mi sacra, all’interno ce anche qualche Monaco vestito di bianco: quello più grande é aperto ai turisti solo dalle 11 alle 12. Questo genere di templi sono proprio quelli che preferisco, l’architettura ha qualcosa di familiare, di ancestrale, e all’interno si possono trovare anche dei hindu e budda, oltre che alle divinità proprie del giainismo. Esco dall’ultimo tempio che é quAi mezzogiorno, incontro Sushil col quale fisso per le 3:30 il viaggio verso un haveli e poi al lago. Cerco un ATM ma dopo aver fatto un qurto d’ora a piedi chiedendo a tutti, scopro che era solo un change, non una banca, li il tasso é salato. Alla fino un tizio mi dice che mi porta lui in un ATM se poi vado a vedere il suo shop, ok rifacciamo altri 10 minuti per scoprire che non funziona il terminale, lui insiste cmq per portarmi al suo negozio. Mi avevano già parlato delle sovvenzioni del governo: vengono pagate le donne per produrre abiti di seta nelle loro case, e quando verranno vendute, il 70% va a loro, mi dice che mi darà anche i certificati. Inizia il solito gioco, dove di mostrano mille cose, seduto con una tazza di chai, ma stavolta non ho proprio voglia, prima rifiuto il chai, poi mi invento una telefonata, finita la quale, dico che devo scappare il albergo. Finalmente arrivo in albergo con la maglietta zuppa di sudore e mi tuffo sotto la doccia. É davvero incredibile, dalle 9 alle 13 ho bevuto almeno 3 litri d’acqua ma ho fatto nemmeno un bicchierino di pipi!beico al gestore che voglio stare un giorno in più qui, quindi se si può cambiare il biglietto di oggi per domani, nessun problema, mi dice, gli lascio il biglietto e dopo un Po bussa alla porta e mi riconsegna lo stesso biglietto, con una riga sulla data di oggi e scritto a penna la data di domani… speriamo che sia tutto apposto :). Mi butto nel letto e dormo all’istante, mi sveglio che son già le tre, tardissimo , ho appuntamento tra mezz’ora e devo ancora pranzare, mando un SMS a Sushil, mangio velocemente e lo incontro al main gâté del forte. Ci sono anche i 2 amici di ieri, quindi partiamo verso la haveli. É una bellissima casa di un nobile, riccamente decorata sia dentro che fuori, praticamente ora é un museo, usciti da li, partiamo alla ricerca di un bancomat e poi visitiamo il lago di jaisalmer. Il tour si conclude al tramonto, davanti ad una birra nel mio albergo. Davanti ad una birra, si sa, si parla di un sacco di cose, ma l’argomento principale sono le donne, lui mi racconta le sue molte esperienze con le “western girl” e io gli racconto la mia: entrambi siamo interessati a capire, e imparare ed a accettare i consigli dell’altro o quantomeno a mettersi nella condizione di avere un punto di vista disinteressato. Davvero una piacevole conversazione, alla fine parliamo della mia professione, e mi chiede, in qualità di insegnate, un consiglio per lui e il suo futuro.. ok, stasera ci penso e gli manderò un SMS. Mente parliamo lui riceve una telefonata, e anche a me squilla il telefono: é Rajesh, che prova a chiamarmi da diversi giorni, cade la comunicazione e lo richiamo, e Felice di sentirmi e mi dice che non mi dimenticherà mai! Sono quasi le nove e Sushil deve tornare dalla moglie, ci diamo appuntamento per domani, con la sua famiglia, per andare al tempio della dea madre, mi dice che quello non lontroverò in nessuna guida e non vedrò nessun turista, ma se eprimi un desiderio realizzabile, entro quindici giorni esso si avvera.. Per testarlo davvero ho bisogno di un desiderio concreto: ci penserò stanotte! La cosa che mi colpisce di più é che nonostante sia a 100km di distanza e lui prende una macchina per andarci, mi dice che assolutamente io non pago nulla, perché lui ci porta anche la sua famiglia, quindi non é una gita turistica ma un pellegrinaggio vero e proprio!! Sono ormai le nove e chiedo al proprietario per la cena, mi consiglia una cosa tipica rajastana, la prendo, anche se alla fine non mi ha soddisfatto molto. Lui si siede al mio tavolo e chiacchieriamo, mi dice che se voglio, mi porta a vedere casa sua, la sua numerosa famiglia: 4 fratelli e 3 figli… A cena finita, parla con uno dei camerieri, e poi mi chiede se gli offro una sigaretta. Il cameriere, tutto imbarazzato stenta a muoversi, ma poi viene a chiederne una, gliela do volentieri, mi dice di essere nepalese, poi vede il pacchetto semivuoto e la rifiuta. Lo invito a prendela comunque, e chiedo al titolare dove posso comprarle a quell’ora, lui mi dice che a quell’ora ce ne so o pochi aperti, ma lui ha una moto e mi accompagna a prenderle, così facciamo ancora piccola uscita serale, tornato in albergo , faccio s rivo un Po, poi la doccia e buonanotte.
Giorno 21
27 agosto La mattina é il sole stesso che da la sveglia, credo fossero le 6, l’alba non é così splendida perché il sole nasciate dall’altra parte della duna. Facciamo colazione e provo a levarmi di dosso quella fitta patina di sabbia finissima sulla faccia e ovunque. Ci si mette in marcia per 4 lunghissime ora, l’ultimo tratto lo facciamo a piedi perché l’interno coscia non regge più lo stress di quella pacata ma costante andatura. É ora di pranzo, ci fermiamo all’ombra ma fa caldissimo. Il gruppo che ci accompagna sembra simpatico, credo siano tutti musulmani, ma é difficile distinguerli, pero ho visto che quasi nessuno mangia, ne pranzo ne cena, questo deve essere il mese del ramadan. Dopo un paio d’ore a boccheggiare dal caldo e bere acqua bollente arriva la nostra jeep, salutiamo e saliamo per l’ultima tappa, un antico tempio giainista. I templi di questa religione mi ricordano molto l’architettura gotica, dove le linee tendono tutte verso l’alto, dove non ce quella cozzaglia di oggettini, fiori, amuleti e ritualità dei templi indù, ma ce un sobrio atteggiamento di riverenza verso Dio. Finalmente si rientra in albergo, sono stremato! Ho sabbia impastata con sudore in ogni orifizio, le coscie indolenzite e qualche taglio dovuto allo sfregamento della sabbia sulla pella, durante le traversate a dorso di cammello. I due francesi vanno in un altro albergo, li saluto e ci scambiamo le mail, mentre i due indiani trovano sistemazione in una camera a pian terreno. Le camere con aria condizionata ora son ittero occupate, ma io ne ho bisogno davvero, mi indicano un altro albergo li vicino e così mi trasferisco li: un ora sotto la doccia é il minimo per levarsi di dosso quel sudiciume. Nel deserto Internet non funzionava, così scarico 28 messaggi non letti in 2 giorni! Poi vado a mangiare qualcosa, la cucina dei cammellieri mi ha un Po nauseato, le chapati mi escono dalle orecchie, così mi fanno accomodare in un bel terrazzo dove prendo una sanissima insalata: speriamo non mi faccia male: dentro ce di tutto, pomodori,cipolle,capperi, ma anche mango,banana,mela, ceci e un sacco di altra roba, un mix davvero ben riuscito. Torno in camera e provo a dormire, ma non ci riesco, mi viene in mente che avevo visto un posto dove facevano i massaggi ayurvedici, magari mi rimettono in sesto: esco e vado al forte. Arrivo nella piazza e mi ferma un tipo che non mi mola più dicendomi che assomiglio a Totti!! Mi giro e vedo shushil che mi osserva, eccolo, lo saluto e chiedo a lui. Ovviamente mi dice che mi porta da un amico che i massaggi li fanno bene. Appena arrivati li, ci ritrovo anche i miei due amici francesi:)) ok salgo e il tipo mi accoglie in una sala molto ospitale, mi dice che visto che il mio principale problema é l’interno coscia, é più confortevole se mi ignudo completamente. Io subito dico di nº,dopo l’esperienza di 2 sere prima , ma poi quando inizia mi pare di capire che é un professionista serio e me le levo. Il massaggio é davvero particolare, quello che avevo fatto a Varanasi non era così intenso. Ha delle fortissime pressioni, tanto da farmi scattare i muscoli, ed é molto energico in generale. Anche se da davvero male sento che il mio corpo reagisce e sta bene. Poi mi fa voltare e si conccentra proprio sui genitali, che dice essere la sede del primo chakra e il punto di connessione delle 2 cosce. All’inizio sono un Po imbarazzato, lui mi dice che se mi da fastidio smette, ok gli dico, credo che conosca bene il suo mestiere. Un massaggio davvero strano, ma alla fine sento il sangue che mi circola ovunque. Dopo la seduta, mi dice che anche lui con persone nuove ha paura a toccare troppo “li”, e prega smore il suo Dio di non fargli incontrare persone che hanno doppi fini, per tranquillizzare lui e me, gli racconto l’esperienza di 2 sede prima. Lui non é poi così tanto sorpreso ed inizia a raccontarmi la sua vita poco alla volte. Ha 25 anni ed é originario del bengala, la sua casta é una delle più alte, é un bramino, ma per problemi col padre, lui e la mamma sono venuti qui a jaisalmer. Dice che l’evento é stato un shok, perché dopo aver studiato fisioterapia, il fatto che un bramino faccia i massaggi lo fa apparire una sorta di zimbello, e molto lo credono gay. In realtà lui é fidanzato con una ragazza molto povera, vorrebbe sposarla ma ce un membro della famiglia di lei che non é d’accordo e quindi ci sono trattative in corso. Alla fine mi dice che se domani sento ancora di averne bisogno posso ritornare nel mezzogiorno… Vedremo! Quando scendo shushil era già li ad aspettarmi! Elé proprio vero, gli indiani hanno sempre tempo.. Facciamo un giro al suo negozio dove mi fa conoscere un paio di persone, e poi mi invitano ad un piccolo party. Ok vediamo questo party, siamo su una tarrazza con buona aria e bella vista delle stradine del forte, siamo in 4, io e shushil, un suo amico e suo cognato in compagnia di 4 birre e le sigarette.. Eheh , copione già visto: sembra che gli indiani non vedano l’ora di incontrare qualche turista per aver la scusa di non rientrare dalle proprie mogli. Parliamo di un sacco di cose, anche se gli altri 2 non capiscono l’inglese, quindi alla fine parliamo più noi due: rimangono impressionati nel vedermi aprire le bottiglie con l’accendino. :)) abbiamo quasi finito le birre quando inizio a sentire qualche goccia: shushil mi guarda compiaciuto: poco prima mi aveva profetizzato che stasera sarebbe arrivato il monsone. Ed in effetti proprio di moansone si tratta, nel giro di un minuti inizia a piovere a dirotto, noi intanto ci eravamo incamminati per la strada del ritorno, ma arrivati al windgate mi dice che é meglio aspettare che finisca. Non appena ci sediamo, sinspengono tutte le illuminazioni della città: blackout. Qui capita spesso che manchi la corrente, ma sotto un portico che inizia ad essere un enorme canale d’acqua, e di notte, diventa un atmosfera davvero lugubre. Loro invece sono contenti, era ora che arrivasse. In mezzo a quel trambusto, Sushil mi dice che se voglio domani mi porta in un tempio che non ce in nessuna guida, un Po fuori città, insieme con sua moglie e sua madre. Beh non so, cmq si segna il mio numero e domani mi fa sapere se possibile. Finalmente smette un Po e ci incamminiamo verso il Main gate, camminare sul ciottolato, in discesa, con 10 centimetri d’acqua è davvero un impresa, ma va tutto bene, mi accompagna per un tratto, poi proseguo da solo, chiedendo ogni 20 metri se era la strada giusta: avevo appena cambiato albergo, eppoi con la pioggia e il buio pesto é davvero un casino. Finalmente lo trovo, ovviamente tutto al buio, qundo entro alla luce del cellulare e mi faccio la doccia, con la stessa illuminazione. Appena mi metto a letto ritorna anche la luce, appena in tempo per lavarmi i denti. Chissà domani cosa succederà, intanto l’appuntamento é alle 9 per vedere i templi giainisti, poi vediamo: alle 4 ho il bus per puskar, ma qui, tutto é possibile. A mani giunte.







