Riflessioni : la spazzatura
L’india é tutta una spazzatura a cielo aperto, sia in zone povere che in quelle ricche. Quando ero ospite da Sachin, aevo dei fazzoletti sporchi, non sapendo dove buttarli ho incrociato lo sguardo della mamma che me li ha presi e si é avvicinata ad un angolo della cucina. Quando poi son rimasto solo, sono andato in quell’angolo per buttare una cosa.. Ho scoperto che li ce solo una finestra, dove si può buttare di sotto! Anche nel mio giro da solo, all’università di mumbay ho chiesto dove poter buttere le cose, niente, per terra: semplicemente non esiste il concetto di cestino. Ho incontrato il primo cestino all’albergo di varanasi, me penso sia una cosa che fanno per assecondare il turista. Quello che pero é singolare é che non sempre questo significhi inquinamento: gli oggetti di plastica sono molto pochi, la parte maggiore di rifiuti sono biodegradabili. Ad accelerare il processo di smaltimento ci pensano poi gli animali: le capre , si sa, mangiano tutto, anche la carta, ma ho visto anche delle mucche masticare il cartone, anche cani e gatti si danno da fare, é sufficiente che un Po di brodaglia sia caduta su un giornale per fare in modo che diventi un ottimo spuntino. Ovviamente questo ricade sull’igiene, ma, come mi hanno spiegato, sono solo differenti standard di pulizia, e in effetti, abituando il corpo, si alzano le difese immunitarie e si può anche bere la loro acqua. Per il momento pero , io bevo ancora l’acqua per i turisti:)
