Giorno 21
27 agosto La mattina é il sole stesso che da la sveglia, credo fossero le 6, l’alba non é così splendida perché il sole nasciate dall’altra parte della duna. Facciamo colazione e provo a levarmi di dosso quella fitta patina di sabbia finissima sulla faccia e ovunque. Ci si mette in marcia per 4 lunghissime ora, l’ultimo tratto lo facciamo a piedi perché l’interno coscia non regge più lo stress di quella pacata ma costante andatura. É ora di pranzo, ci fermiamo all’ombra ma fa caldissimo. Il gruppo che ci accompagna sembra simpatico, credo siano tutti musulmani, ma é difficile distinguerli, pero ho visto che quasi nessuno mangia, ne pranzo ne cena, questo deve essere il mese del ramadan. Dopo un paio d’ore a boccheggiare dal caldo e bere acqua bollente arriva la nostra jeep, salutiamo e saliamo per l’ultima tappa, un antico tempio giainista. I templi di questa religione mi ricordano molto l’architettura gotica, dove le linee tendono tutte verso l’alto, dove non ce quella cozzaglia di oggettini, fiori, amuleti e ritualità dei templi indù, ma ce un sobrio atteggiamento di riverenza verso Dio. Finalmente si rientra in albergo, sono stremato! Ho sabbia impastata con sudore in ogni orifizio, le coscie indolenzite e qualche taglio dovuto allo sfregamento della sabbia sulla pella, durante le traversate a dorso di cammello. I due francesi vanno in un altro albergo, li saluto e ci scambiamo le mail, mentre i due indiani trovano sistemazione in una camera a pian terreno. Le camere con aria condizionata ora son ittero occupate, ma io ne ho bisogno davvero, mi indicano un altro albergo li vicino e così mi trasferisco li: un ora sotto la doccia é il minimo per levarsi di dosso quel sudiciume. Nel deserto Internet non funzionava, così scarico 28 messaggi non letti in 2 giorni! Poi vado a mangiare qualcosa, la cucina dei cammellieri mi ha un Po nauseato, le chapati mi escono dalle orecchie, così mi fanno accomodare in un bel terrazzo dove prendo una sanissima insalata: speriamo non mi faccia male: dentro ce di tutto, pomodori,cipolle,capperi, ma anche mango,banana,mela, ceci e un sacco di altra roba, un mix davvero ben riuscito. Torno in camera e provo a dormire, ma non ci riesco, mi viene in mente che avevo visto un posto dove facevano i massaggi ayurvedici, magari mi rimettono in sesto: esco e vado al forte. Arrivo nella piazza e mi ferma un tipo che non mi mola più dicendomi che assomiglio a Totti!! Mi giro e vedo shushil che mi osserva, eccolo, lo saluto e chiedo a lui. Ovviamente mi dice che mi porta da un amico che i massaggi li fanno bene. Appena arrivati li, ci ritrovo anche i miei due amici francesi:)) ok salgo e il tipo mi accoglie in una sala molto ospitale, mi dice che visto che il mio principale problema é l’interno coscia, é più confortevole se mi ignudo completamente. Io subito dico di nº,dopo l’esperienza di 2 sere prima , ma poi quando inizia mi pare di capire che é un professionista serio e me le levo. Il massaggio é davvero particolare, quello che avevo fatto a Varanasi non era così intenso. Ha delle fortissime pressioni, tanto da farmi scattare i muscoli, ed é molto energico in generale. Anche se da davvero male sento che il mio corpo reagisce e sta bene. Poi mi fa voltare e si conccentra proprio sui genitali, che dice essere la sede del primo chakra e il punto di connessione delle 2 cosce. All’inizio sono un Po imbarazzato, lui mi dice che se mi da fastidio smette, ok gli dico, credo che conosca bene il suo mestiere. Un massaggio davvero strano, ma alla fine sento il sangue che mi circola ovunque. Dopo la seduta, mi dice che anche lui con persone nuove ha paura a toccare troppo “li”, e prega smore il suo Dio di non fargli incontrare persone che hanno doppi fini, per tranquillizzare lui e me, gli racconto l’esperienza di 2 sede prima. Lui non é poi così tanto sorpreso ed inizia a raccontarmi la sua vita poco alla volte. Ha 25 anni ed é originario del bengala, la sua casta é una delle più alte, é un bramino, ma per problemi col padre, lui e la mamma sono venuti qui a jaisalmer. Dice che l’evento é stato un shok, perché dopo aver studiato fisioterapia, il fatto che un bramino faccia i massaggi lo fa apparire una sorta di zimbello, e molto lo credono gay. In realtà lui é fidanzato con una ragazza molto povera, vorrebbe sposarla ma ce un membro della famiglia di lei che non é d’accordo e quindi ci sono trattative in corso. Alla fine mi dice che se domani sento ancora di averne bisogno posso ritornare nel mezzogiorno… Vedremo! Quando scendo shushil era già li ad aspettarmi! Elé proprio vero, gli indiani hanno sempre tempo.. Facciamo un giro al suo negozio dove mi fa conoscere un paio di persone, e poi mi invitano ad un piccolo party. Ok vediamo questo party, siamo su una tarrazza con buona aria e bella vista delle stradine del forte, siamo in 4, io e shushil, un suo amico e suo cognato in compagnia di 4 birre e le sigarette.. Eheh , copione già visto: sembra che gli indiani non vedano l’ora di incontrare qualche turista per aver la scusa di non rientrare dalle proprie mogli. Parliamo di un sacco di cose, anche se gli altri 2 non capiscono l’inglese, quindi alla fine parliamo più noi due: rimangono impressionati nel vedermi aprire le bottiglie con l’accendino. :)) abbiamo quasi finito le birre quando inizio a sentire qualche goccia: shushil mi guarda compiaciuto: poco prima mi aveva profetizzato che stasera sarebbe arrivato il monsone. Ed in effetti proprio di moansone si tratta, nel giro di un minuti inizia a piovere a dirotto, noi intanto ci eravamo incamminati per la strada del ritorno, ma arrivati al windgate mi dice che é meglio aspettare che finisca. Non appena ci sediamo, sinspengono tutte le illuminazioni della città: blackout. Qui capita spesso che manchi la corrente, ma sotto un portico che inizia ad essere un enorme canale d’acqua, e di notte, diventa un atmosfera davvero lugubre. Loro invece sono contenti, era ora che arrivasse. In mezzo a quel trambusto, Sushil mi dice che se voglio domani mi porta in un tempio che non ce in nessuna guida, un Po fuori città, insieme con sua moglie e sua madre. Beh non so, cmq si segna il mio numero e domani mi fa sapere se possibile. Finalmente smette un Po e ci incamminiamo verso il Main gate, camminare sul ciottolato, in discesa, con 10 centimetri d’acqua è davvero un impresa, ma va tutto bene, mi accompagna per un tratto, poi proseguo da solo, chiedendo ogni 20 metri se era la strada giusta: avevo appena cambiato albergo, eppoi con la pioggia e il buio pesto é davvero un casino. Finalmente lo trovo, ovviamente tutto al buio, qundo entro alla luce del cellulare e mi faccio la doccia, con la stessa illuminazione. Appena mi metto a letto ritorna anche la luce, appena in tempo per lavarmi i denti. Chissà domani cosa succederà, intanto l’appuntamento é alle 9 per vedere i templi giainisti, poi vediamo: alle 4 ho il bus per puskar, ma qui, tutto é possibile. A mani giunte.