Riflessioni : Le guide turistiche
Normalmente non sono un fan delle guide turistiche, sono assolutamente utili, ma tolgono quel pizzico di sapore del viaggio avventuroso, dove la disavventura può diventare costruttiva e dove alcune coincidenze possono portarti in posti davvero inesplorati dalle guide. Le guide che mi piacciono di più sono quelle specifiche comprate sul posto, tipo la storia dei moghul comprata in agra, ma anche un libro sulla cattedrale a chartres. Quando sono partito per l’india pero’ mi sono attrezzato con la più completa e rinomata lonnely planet, ho letto persino l’introduzione e le varie sezioni degli alberghi, che d solito non leggo mai. Da quando sono arrivato in india ho scoperto l’impatto che hanno sul territorio: più di una volta ho capito che quanto noi leggiamo é solo una delle interpretazioni possibili e quanto impatto abbiano sul territorio di cui parlano. Prima del safari a jaisalmer, avevo letto molto al riguardo, e nella sezione specifica consigliavano di dire ai cammellieri che pulissero tutto prima di andar via. Quando sono stato li, sono arrivato in posti sempre puliti, ed ero con due francesi che, alla prima occasione, hanno ripetuto fedelmente il consiglio dato dall guida. La risposta, tanto semplice quanto eloquente, é stata: “signora (straniera), questo é il MIO deserto, ai turisti non piace lo sporco quanto non piace a noi, non si preoccupi”. Non so se i cammellieri conoscessero la lonnely planet, ma conoscevano molto bene l’atteggiamento saccente di quei turisti coloniali. Sul forte di jaisalmer , avevo letto un capitolo molto strano:”siccome la città ha gravi problemi di acqua, non elenchiamo nessun albergo all’interno del forte, e ne sconsigliamo l’utilizzo. Quando ci sono stato, anche io sono stato in un albergo subito fuori dalle mura. Parlando con le persone, mi han detto che negli ultimi 3 anni gli alberghi interni stanno chiudendo, e ne sono nati molti nuoi, subito attorno alle mura. La loro polemica era dovuta al fatto che il governo vuole mandare via le 5000 persone che ci abitano, per farne un attrazione turistica. Non so se il governo indiano abbia influenzato le guide , oppure le guide abbiano influenzato pesantemente i turisti, e non so nemmeno se siano corrette o meno le intenzioni del governo, ma l’impatto delle cose scritte sulla guida sono davvero alte. Quando sono arrivato ad amristar , mi sono messo di più a seguire i consigli della guida: sono sceso dal treno ed ho detto al riswo-man di portarmi al grace hotel. Lui mi ha risposto “si lo so, tutti vogliono andare li, perché il proprietario é un sikh americano, che si é fatto fare le recensioni su tutti i libri”. A Varanai mi hanno portato in una fabbrica di seta, dove il proprietario, una delle prime cose che ha detto é stata”siamo anche sulla lonnely planet”, ed a jaisalmer il mio amico indiano sapeva elencarmi i negozi che erano sulla stessa guida. A puskar invece alcuni locali avevano la scritta “lonnely planet” più in vista dell’insegna stessa. La guida rimane comunque uno strumento molto utile, ma ci andrebbe un wikitravel da poter sfogliare comodamente in viaggio per poter equilibrare le fonti e le esperienze, e soprattutto per evitare che i monopoli influenzino troppo l’aspetto locale del territorio.