A mani giunte

Gada fashion house

Mentre in occidente la crisi miete vittime illustri, in india il mercato continua a crescere e le persone si muovono velocemente verso il futuro. Un esempio di questa voglia di fare é quello del giovane Sachin Gada (23 anni) e del suo manager . Hanno aperto l’azienda in mumbay da pochi mesi (aprile 2009) e già si lavora a pieno regime. L’ambiente é molto giovanile e variegato: una quindicina di dipendenti capaci , intraprendenti ma abbastanza giovani da esprimere l’esuberanza e la creatività : il più vecchio ha 40 anni e il più giovane é proprio lui, Sachin, lo stilista stesso. Lui ha fatto i primi studi in india,poi ha studiato la cultura francese a Parigi e ha frequentato un master in Italia. Ora, dopo soli 6 mesi dall’apertura, aprirà un suo negozio nella capitale indiana : Delhi. Già alcuni negozi in Europa ed in Asia hanno importato le sue creazioni e iniziano ad arrivare le prime recensione, tutte molto positive. Nel logo dell’azienda si intravedono le forme del peacock, il famoso pavone simbolo dell’India, perché lui vuole esportare le sue opere in tutto il mondo, ma é orgoglioso di essere indiano e ama la sua terra. La sua prima collezione parla di alberi e lascia trasparire la sua indole giainista, la purezza, e gli sforzi per imprimerla nei suoi abiti sono un atto di sublimazione artistica, il caratere naturalistico dona a chi indossa questi abiti una sensazione di immersione nel vortice degli eventi natuali. La seconda porta il nome “camera” e riprende tutto quello che riguarda le macchine fotografiche, mentre la terza porta il nome “catturato” e si rifa’ ai momenti catturati con lo scatto. Sachin é uno he lavora sodo, passa moltissimo del suo tempo in ufficio, ma Stando con loro si ha la sensazione di stare in mezzo ad un gruppo di amici, dove le battute, le risate, i chai e la musica sono sempre i benvenuti. Ci si trova immersi in un mix creativo di personalità, di lingue, culture e religioni, basti pensare che la meta delle persone sono musulmane, Sachin e giainista, poi ci sono hindu, cyndi e sikh, tutti figli di immigrati a Bombay da diverse zone dell’India: dal sud, dal punjab e dal bihar. Tutti i punti di vista consentono uno scambio culturale, artistico e creativo davvero eccezionale, che, unito alle esperienze europee di Sahin e alle esigenze di un mercato frizzante ma esigente stimolano la creatività e la voglia di fare. Dopo un mese di vacanza ho passato un giorno intero da lui a parlare delle sue creazioni, della sua voglia di emergere ed ho cercato di aiutarlo, abbiamo scattato molte foto e quando torno vorrei aiutarlo ad espandere le sue attività. La professionalità di questi ragazzi merita di essere conosciuta ed apprezzata per quello che sono, delle sincere e genuine espressioni artistiche.


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