Giorno 26
1 settembre La mattina mi sveglio con calma, Sachin dorme ancora, verso le 10 sua mamma ci prepara una copiosa colazione mentre lui mi chiede cosa voglio fare: possiamo andare nel suo ufficio, non ho molto voglia di gironzolare per la città. Nella sua bottega ci sono tutti, una quindicina di persone, lui mi chiede di pensare cosa posso fare per aiutarlo. Inizio così a scrivere, a pensare e a scattare foto, la bottega é divisa in 2 aree: l’ufficio e il laboratorio. In laboratorio fanno il lavoro più operativo, sono prevalentemente musulmani in maggioranza uomini mentre in ufficio (con l’aria condizionata) l’atmosfera é di estrema amicizia e le familiarità. Sachin é del gujurat ed é giainista, il suo manager é musulmano e anche lui ha studiato a Parigi, poi ce una ragazza che é Cindy, e infine un altro ragazzo che é del punjab, ed é un sikh. Per pranzo torniamo a casa da sua mamma che é una cuoca davvero eccezzionale, eppoi nella cultura giainista il cibo va gustato rigorosamente con le mani ed in un piatto di rame o bronzo, buonissimo. Sachin mi chiede nuovamente i miei programmi per il pomeriggio, ma io ho deciso e glielo dico :”Oggi lavoro anche io per te”. In effetti il ragazzo, che ha 12 anni meno di me, é in gamba ma ha bisogno di una mano se vuole davvero sfondare, ma ha tutte le carte in regola per farlo, a me poi, dopo un mese da turista, non dispiace mettermi a lavorare un po. Così passo li tutto il pomeriggio fin quando ce il sole, facendo piani, scrivendo, qualhe traduzione dall’italiano, qualche telefonata in Italia e un Po di appunti per continuare via web quando tornerò. Usciamo che sono le 8, mi fa salire sullo scooter dicendomi “andiamo a conoscere una persona”. Mumbay é davvero enorme, ogni spostamento dura minimo mezz’ora, negli ultimi giorni poi, i monsoni stanno facendo il loro lavoro, quindi ci si ferma spesso ad aspettare che si calmi un po. Arriviamo in un bel ristorante dove mangio un chapati che sembra gonfiato col compressore, e dopo poco, arriva il suo amico. Si chiama Romin, ed é un grafico a tutto tondo, dal fotoritocco, all’impGinazione, alla modellazione in 3D. Mi chiede se gli trovo qualche possibita per fare uno stage in Italia, soprattutto pe imparare, per mescolare gli stili e contaminarsi di altre culture. Mi pare davvero un ragazzo sveglio, preparato e operativo, lavora in uno studio grafico e segue personalmente altri lavori, quando usciamo da li, andiamo in un locale dove mi promettono che troverò il caffè italiano, io lascio ciondolare la testa come fanno gli indiani e dico “proviamo”. Il locale é davvero molto bello, in stile retro’ con la copertina dei menù fatta tagliando direttamente un vinile, poltrone di pelo rosso e sedili di un taxi, il caffè poi, é paragonabile ad un vero caffè italiano, il meglio che si possa trovare in Bombay. Ovviamente i prezzi sono carissimi: 40 rupie per il caffè, che per noi sono solo 50 centesimi, ma un indiano medio ci può fare comodamente cena. La mia appresa si raddoppia quando Romin mi chiede “ti piace qui? L’ho disegnato tutto io, dai menù alle sedie ai colori delle pareti. Sono davvero impressionato dal talento del ragazzo, e mi chiedo se io possa trovare un azienda così avanti che possa avere qualcosa da insegnargli. Usciti da li, dopo la consueta pausa monsone, Sachin si ferma davanti a un portone e prendiamo un ascensore per il 5 piano. Quando suoniamo il campanello, vedo sbucare un cane… il primo cane da quando sono in india, che ha un vero padrone e vive in una casa, bello pulito che mi fa le feste!! Il tizio vuole sapere la mia nazionalità e poi dice “gli italiani amano i cani!”, la mia risposta fa sorridere tutti “anche i cani amano gli italiani”. Entriamo e andiamo in una stanza con l’aria condizionata dove ci trovo il padrone di casa, il sikh che lavora con Sachin e il suo manager, con una ragazza francese. Ecco il party! Arrivano le birre, per tutti tranne che per Sachin, si ride di gusto chiacchierando di tutto, e guardando alcuni filmati di danze sikh sul MAC connesso ad Internet tramite wifi del padrone di casa. Bella serata a sorpresa, torniamo a casa che é ormai passata l’una, ma sulla scia dell’ultimo giorno non mi prende sonno, e rimaniamo io e Sachin nel soggiorno di casa sua a parlare fino alle 3: prima di andare a letto punto la sveglia alle 5:45! Dormirò poi sull’aereo! A mani giunte.