A mani giunte

Giorno 27

2 settembre Mi risveglio di soprassalto, la sveglia aveva fatto molti squilli, ma un Po era coperta dal rumore del ventilatore da soffitto e un Po perché avevo meno di tre ore di sonno. Preparo tutto nella semioscurità, tutti dormono, e quando sono pronto non ce nessuno da salutare… mi sembra un Po triste andare via senza salutare, senza ringraziare, ma gli indiani vivono così: si aspettano sempre tutto e seguono il flusso della vita senza troppi formalismi. Lascio alcune banconote nel tempietto della casa ed esco. Anche a quell’ora la strada brulica già di persone, fermo un riswo e mi faccio portare all’aeroporto. L’aereo é più piccolo di quello dell’andata , ma pur sempre più grande di quelli canonici con 8 sedili per fila. Per pranzo mi portano la stessa cosa che avevo mangiato ieri sera, e mezzogiorno circa, l’aereo fa scalo a Delhi. A Delhi l’aereo si riempe e non ho speranza di poter continuare a dormire stravaccato in 2 sedili, si siede un ragazzo che va a Grenoble per studiare. Mi chiede se può sederai al mio posto vicino al finestrino, per he non viaggia spesso e adora guardare fuori, io gli dico che quando ho fatto il chackin ho chiesto proprio il posto ficino al finestrino perché anche io adoro guardare fuori, ma poi, gli cedo il posto, lui mi dice che poi ci cambiamo di nuovo. Durante il viaggio si alza spesso, va a trovare i compagni di classe, e alla fine ci scambiamo telefono e mail e lui si fa una foto con me per mostrare alle sue amiche. Il viaggio dura 12 ore circa e ci danno da mangiare 3 volte!! Quando mi chiede cosa ce di famoso da visitare a Parigi, provo a ricordare qualche nome, ma scopro che i nomi “eiffel” e “notre dame” non gli dicono nulla… Non si era nemmeno preoccupato di informarsi sulla famosa torre simbolo di Parigi. L’aereoporto de gaulle di Parigi non é solo grande, ma anche molto bello: dopo un mese di india, vedere quell’architettura e soprattutto quella pulizia mi ha colpito. Prendo l’aereo dell’ airfrance e in un ora e mezza sono a Torino. L’epilogo di questo mio lungo viaggio termina con lo smarrimento del mio bagaglio, con tanto di denuncia fatta al personale addetto. Ad attendermi ce la mia carissima amica Emi, che stringo forte forte, vado da lei per i primi racconti a caldo, poi mi riporta a casa. Mi sento davvero come se fossi stato 1 anno su un pianeta alieno, Felice ma disorientato, sereno ma confuso. Vado a dormire cercando di lasciarmi cullare dalla stanchezza e dal torpore. A mani giunte.


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