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<rss version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>Il mio viaggio nel subcontinente indiano</description><title>A mani giunte</title><generator>Tumblr (3.0; @amanigiunte)</generator><link>http://india.archimedix.me/</link><item><title>Riflessioni : Il Dio unico</title><description>&lt;p&gt;La religione della ragione.
Dio é uno solo! Questa frase l’ho sentita un sacco di volte in india: a mumbay: dove sachin, che é giainista, mi porta per tutti templi indù e fa generose offerte; A Varanasi, dal doctor, che ha studiato teologia e consce 5 religioni, dai gestore dell’albergo che é musulmano ma mi porta a vedere i templi indù; a rishikesh, dove il baba sballone fuma perché shiva fumava; ad amristar, dove il riswo-man dice di essere un sikh, ma non col turbante, perché Dio é uno solo!!!
É davvero singolare pensare che nel posto più politeistico della terra, trasudi d tutti una spiritualità fondata su un unico Dio, in contrapposizione alla nostra società che é imperniata nel dogma del Dio unico ma che, semplicemente, non gli interessa l’argomento…
Ho letto un interessante articolo sul “time of india”. 
Si intitola ” la religione della ragione” , e Parla del jainismo e del buddismo come sostanzialmente atee, o come dice Sachin: ” dio é dentro di noi, é jiva, non ci sono altri dei. 
Durante una delle meditazioni ho anche avuto la chiare sensazione di quanto la nostra Trinità coincida con la trimurti. Brama é la forza creatrice, il padre. visnu é la forza quotidiana conservativa, operativa, attiva, ed é il figlio: una delle incarnazioni di visnu é il famoso krisna, che assomiglia molto a Cristo. Shiva invece é la forza che impernia gli esseri nel divenire, é dispettoso, a volte beffardo, danza , distrugge, ma é prezioso strumento del karma. Shiva é lo spirito santo, che ispira le nostre azioni e ci da vitalità e forze creative. 
Sarebbe interessante anche analizzare laxmi, dea della fortuna, raffigurata con molti soldi, oppure dhurga, dea della legge, oppure ancora ganesha, figlio di shiva e parvati ma mi pare che la sostanza del Dio unico qui sia più presente che altrove: non é esplicito semplicemente perché é implicito!&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/179789617</link><guid>http://india.archimedix.me/post/179789617</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2009 20:34:27 +0530</pubDate></item><item><title>Riflessioni : Vegetarianesimo</title><description>&lt;p&gt;Sapevo che la cucina indiana era prevalentemente vegetariana, ma come altre cose, la realtà supera di molto l’immaginazione. In un posto dove la povertà é un problema grave e ancora non si é risolto completamente nemmeno l’analfabetismo, l’essere vegetariani é un dovere morale e un sintomo di corpo sano. In qualsiasi posto, dal ristorante più chic, al posto più economico la primissima scelta consiste in 2 macro-categorie : la prima é VEGT, ovvero solo cibo vegetale, sa seconda é tutto il resto che, siccome é appena tollerata, ha un nome quantomai significativo : NON-VEGT. Ovvero: esiste la cucina vegetariana, e poi, ben specificato, puoi provare il pollo o qualche altra diavoleria nella quale devi uccidere qualcuno. Credo di poter dire che il 90% di indiani sia assolutamente vegetariano. Ci sono poi alcune categoria, come i giainisti, che non si limitano a non mangiare carne e pesce, ma, ad esempio, non mangiano vegetali che stanno sotto terra, come carote o cipolle, perché sono ricche di animaletti che verrebbero uccisi, oppure non mangiano la frutta che ha troppi semi, perché sarebbe uno spreco. Ovviamente poi esiste una categoria di persone che mangia anche carne, ma sono davvero delle eccezioni, e normalmente non si va oltre il pollo: la vacca é assolutamente sacra, quindi non si tocca, e il maiale non l’ho mai visto in nessun menù. L’Ahimsa: la non-violenza che ha cominicato al mondo gandhi, é presente in ogni situazione, ad esempio, durante le feste o cerimonie, si radunano centinaia o migliaia di persone e, normalmente, non ci sono mai incidenti : non esiste il concetto di aggressività che vediamo invece spesso in Europa.
L’ahimsa é la base della cultura, e il vegetarianesimo ne é l’interpretazione più quotidiana, più efficace e più pregnante.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/179788120</link><guid>http://india.archimedix.me/post/179788120</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2009 20:31:49 +0530</pubDate></item><item><title>Giorno 27</title><description>&lt;p&gt;2 settembre
Mi risveglio di soprassalto, la sveglia aveva fatto molti squilli, ma un Po era coperta dal rumore del ventilatore da soffitto e un Po perché avevo meno di tre ore di sonno. Preparo tutto nella semioscurità, tutti dormono, e quando sono pronto non ce nessuno da salutare… mi sembra un Po triste andare via senza salutare, senza ringraziare, ma gli indiani vivono così: si aspettano sempre tutto e seguono il flusso della vita senza troppi formalismi. Lascio alcune banconote nel tempietto della casa ed esco. Anche a quell’ora la strada brulica già di persone, fermo un riswo e mi faccio portare all’aeroporto. L’aereo é più piccolo di quello dell’andata , ma pur sempre più grande di quelli canonici con 8 sedili per fila. Per pranzo mi portano la stessa cosa che avevo mangiato ieri sera, e mezzogiorno circa, l’aereo fa scalo a Delhi. A Delhi l’aereo si riempe e non ho speranza di poter continuare a dormire stravaccato in 2 sedili, si siede un ragazzo che va a Grenoble per studiare. Mi chiede se può sederai al mio posto vicino al finestrino, per he non viaggia spesso e adora guardare fuori, io gli dico che quando ho fatto il chackin ho chiesto proprio il posto ficino al finestrino perché anche io adoro guardare fuori, ma poi, gli cedo il posto, lui mi dice che poi ci cambiamo di nuovo. Durante il viaggio si alza spesso, va a trovare i compagni di classe, e alla fine ci scambiamo telefono e mail e lui si fa una foto con me per mostrare alle sue amiche. Il viaggio dura 12 ore circa e ci danno  da mangiare 3 volte!! Quando mi chiede cosa ce di famoso da visitare a Parigi, provo a ricordare qualche nome, ma scopro che i nomi “eiffel” e “notre dame” non gli dicono nulla… Non si era nemmeno preoccupato di informarsi sulla famosa torre simbolo di Parigi. L’aereoporto de gaulle di Parigi non é solo grande, ma anche molto bello: dopo un mese di india, vedere quell’architettura e soprattutto quella pulizia mi ha colpito. Prendo l’aereo dell’ airfrance e in un ora e mezza sono a Torino. L’epilogo di questo mio lungo viaggio termina con lo smarrimento del mio bagaglio, con tanto di denuncia fatta al personale addetto. Ad attendermi ce la mia carissima amica Emi, che stringo forte forte, vado da lei per i primi racconti a caldo, poi mi riporta a casa. Mi sento davvero come se fossi stato 1 anno su un pianeta alieno, Felice ma disorientato, sereno ma confuso. Vado a dormire cercando di lasciarmi cullare dalla stanchezza e dal torpore. A mani giunte.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/179551379</link><guid>http://india.archimedix.me/post/179551379</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2009 13:10:56 +0530</pubDate></item><item><title>Il rientro a casa</title><description>&lt;img src="http://30.media.tumblr.com/tumblr_kpg1oklQqc1qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Il rientro a casa&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/179550921</link><guid>http://india.archimedix.me/post/179550921</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2009 13:09:37 +0530</pubDate></item><item><title>Giorno 26</title><description>&lt;p&gt;1 settembre
La mattina mi sveglio con calma, Sachin dorme ancora, verso le 10 sua mamma ci prepara una copiosa colazione mentre lui mi chiede cosa voglio fare: possiamo andare nel suo ufficio, non ho molto voglia di gironzolare per la città. Nella sua bottega ci sono tutti, una quindicina di persone, lui mi chiede di pensare cosa posso fare per aiutarlo. Inizio così a scrivere, a pensare e a scattare foto, la bottega é divisa in 2 aree: l’ufficio e il laboratorio. In laboratorio fanno il lavoro più operativo, sono prevalentemente musulmani in maggioranza uomini mentre in ufficio (con l’aria condizionata) l’atmosfera é di estrema amicizia e le familiarità. Sachin é del gujurat ed é giainista, il suo manager é musulmano e anche lui ha studiato a Parigi, poi ce una ragazza che é Cindy, e infine un altro ragazzo che é del punjab, ed é un sikh. Per pranzo torniamo a casa da sua mamma che é una cuoca davvero eccezzionale, eppoi nella cultura giainista il cibo va gustato rigorosamente con le mani ed in un piatto di rame o bronzo, buonissimo. Sachin mi chiede nuovamente i miei programmi per il pomeriggio, ma io ho deciso e glielo dico :”Oggi lavoro anche io per te”. In effetti il ragazzo, che ha 12 anni meno di me, é in gamba ma ha bisogno di una mano se vuole davvero sfondare, ma ha tutte le carte in regola per farlo, a me  poi, dopo un mese da turista, non dispiace mettermi a lavorare un po. Così passo li tutto il pomeriggio fin quando ce il sole, facendo piani, scrivendo, qualhe traduzione dall’italiano, qualche telefonata in Italia e un Po di appunti per continuare via web quando tornerò. Usciamo che sono le 8, mi fa salire sullo scooter dicendomi “andiamo a conoscere una persona”. Mumbay é davvero enorme, ogni spostamento dura minimo mezz’ora, negli ultimi giorni poi, i monsoni stanno facendo il loro lavoro, quindi ci si ferma spesso ad aspettare che si calmi un po. Arriviamo in un bel ristorante dove mangio un chapati che sembra gonfiato col compressore, e dopo poco, arriva il suo amico. Si chiama Romin, ed é un grafico a tutto tondo, dal fotoritocco, all’impGinazione, alla modellazione in 3D. Mi chiede se gli trovo qualche possibita per fare uno stage in Italia, soprattutto pe imparare, per mescolare gli stili e contaminarsi di altre culture. Mi pare davvero un ragazzo sveglio, preparato e operativo, lavora in uno studio grafico e segue personalmente altri lavori, quando usciamo da li, andiamo in un locale dove mi promettono che troverò il caffè italiano, io lascio ciondolare la testa come fanno gli indiani e dico “proviamo”. Il locale é davvero molto bello, in stile retro’ con la copertina dei menù fatta tagliando direttamente un vinile, poltrone di pelo rosso e sedili di un taxi, il caffè poi, é paragonabile ad un vero caffè italiano, il meglio che si possa trovare in Bombay. Ovviamente i prezzi sono carissimi: 40 rupie per il caffè, che per noi sono solo 50 centesimi, ma un indiano medio ci può fare comodamente cena. La mia appresa si raddoppia quando Romin mi chiede “ti piace qui? L’ho disegnato tutto io, dai menù alle sedie ai colori delle pareti. Sono davvero impressionato dal talento del ragazzo, e mi chiedo se io possa trovare un azienda così avanti che possa avere qualcosa da insegnargli. Usciti da li, dopo la consueta pausa monsone, Sachin si ferma davanti a un portone e prendiamo un ascensore per il 5 piano. Quando suoniamo il campanello, vedo sbucare un cane… il primo cane da quando sono in india, che ha un vero padrone e vive in una casa, bello pulito che mi fa le feste!! Il tizio vuole sapere la mia nazionalità e poi dice “gli italiani amano i cani!”, la mia risposta fa sorridere tutti “anche i cani amano gli italiani”. Entriamo e andiamo in una stanza con l’aria condizionata dove ci trovo il padrone di casa, il sikh che lavora con Sachin e il suo manager, con una ragazza francese. Ecco il party! Arrivano le birre, per tutti tranne che per Sachin, si ride di gusto chiacchierando di tutto, e guardando alcuni filmati di danze sikh sul MAC connesso ad Internet tramite wifi del padrone di casa. Bella serata a sorpresa, torniamo a casa che é ormai passata l’una, ma sulla scia dell’ultimo giorno non mi prende sonno, e rimaniamo io e Sachin nel soggiorno di casa sua a parlare fino alle 3: prima di andare a letto punto la sveglia alle 5:45! Dormirò poi sull’aereo! A mani giunte.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/178098193</link><guid>http://india.archimedix.me/post/178098193</guid><pubDate>Wed, 02 Sep 2009 19:56:44 +0530</pubDate></item><item><title>Gada fashion house</title><description>&lt;p&gt;Mentre in occidente la crisi miete vittime illustri, in india il mercato continua a crescere e le persone si muovono velocemente verso il futuro. Un esempio di questa voglia di fare é quello del giovane Sachin Gada (23 anni) e del suo manager . Hanno aperto l’azienda in mumbay da pochi mesi (aprile 2009) e già si lavora a pieno regime. L’ambiente é molto giovanile e variegato: una quindicina di dipendenti capaci , intraprendenti ma abbastanza giovani da esprimere l’esuberanza e la creatività : il più vecchio ha 40 anni e il più giovane é proprio lui, Sachin, lo stilista stesso. Lui ha fatto i primi studi in india,poi ha studiato la cultura francese a Parigi e ha frequentato un master in Italia. Ora, dopo soli 6 mesi dall’apertura, aprirà un suo negozio nella capitale indiana : Delhi. Già alcuni negozi in Europa ed in Asia hanno importato le sue creazioni e iniziano ad arrivare le prime recensione, tutte molto positive. Nel logo dell’azienda si intravedono le forme del peacock, il famoso pavone simbolo dell’India, perché lui vuole esportare le sue opere in tutto il mondo, ma é orgoglioso di essere indiano e ama la sua terra. La sua prima collezione parla di alberi e lascia trasparire la sua indole giainista, la purezza, e gli sforzi per imprimerla nei suoi abiti sono un atto di sublimazione artistica, il caratere naturalistico dona a chi indossa questi abiti una sensazione di immersione nel vortice degli eventi natuali. 
La seconda porta il nome “camera” e riprende tutto quello che riguarda le macchine fotografiche, mentre la terza porta il nome “catturato” e si rifa’ ai momenti catturati con lo scatto.
Sachin é uno he lavora sodo, passa moltissimo del suo tempo in ufficio, ma Stando con loro si ha la sensazione di stare in mezzo ad un gruppo di amici, dove le battute, le risate, i chai e la musica sono sempre i benvenuti. Ci si trova immersi in un mix creativo di personalità, di lingue, culture e religioni, basti pensare che la meta delle persone sono musulmane, Sachin e giainista, poi ci sono hindu,  cyndi e sikh, tutti figli di immigrati a Bombay da diverse zone dell’India: dal sud, dal punjab e dal bihar. Tutti i punti di vista consentono uno scambio culturale, artistico e creativo davvero eccezionale, che, unito alle esperienze europee di Sahin e alle esigenze di un mercato frizzante ma esigente stimolano la creatività e la voglia di fare. Dopo un mese di vacanza ho passato un giorno intero da lui a parlare delle sue creazioni, della sua voglia di emergere ed ho cercato di aiutarlo, abbiamo scattato molte foto e quando torno vorrei aiutarlo ad espandere le sue attività. La professionalità di questi ragazzi merita di essere conosciuta ed apprezzata per quello che sono, delle sincere e genuine espressioni artistiche.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/177027034</link><guid>http://india.archimedix.me/post/177027034</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 16:48:00 +0530</pubDate></item><item><title>Gada fashion house</title><description>&lt;img src="http://28.media.tumblr.com/tumblr_kpahmv73SH1qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Gada fashion house&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/177022470</link><guid>http://india.archimedix.me/post/177022470</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 16:38:40 +0530</pubDate></item><item><title>Nella Gada fashion house</title><description>&lt;img src="http://28.media.tumblr.com/tumblr_kpahkgXrYN1qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Nella Gada fashion house&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/177021835</link><guid>http://india.archimedix.me/post/177021835</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 16:37:01 +0530</pubDate></item><item><title>Ganesh festival in Bombay</title><description>&lt;img src="http://26.media.tumblr.com/tumblr_kpahhzCvgP1qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Ganesh festival in Bombay&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/177021091</link><guid>http://india.archimedix.me/post/177021091</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 16:34:26 +0530</pubDate></item><item><title>Giorno 25</title><description>&lt;p&gt;31 agosto
La sveglia puntanta alle 6, ma ho ancora tempo e vado a far colazione alle 7, con me anche stephan, l’amico francese, lui scalerà il monte più alto, io invece quello più piccolo che lui ha già fatto ieri. Lo saluto e mi incammino, in una mezz’ora sono in cima. Il tempio di Gaetri é davvero piccolo, e un sadhu ci vive li, assieme ad una cagnetta. Lo spettacola da lassù é suggestivo, mi sembra un panorama in miniatura, piccole montagne, piccolo lago (asciutto), piccoli i templi. Con me un gruppetto di tre indiani ed una coppia decisamente simpatica: li sento parlare francese ma in realtà lui é indiano e lei é polacca. Poi vanno tutti via e rimango a scambiare 2 chiacchiere con la cagnetta: i cani in india sono tutti seri, di solito apatici oppure tristi. Lei invece sorride ed accenna a muovere la coda, poi si avvicina e mi chiede di grattarle un Po l’orecchio, vivere con un sadhu, in un tempietti su un monte, in una città mistica fa di lei un animale privilegiato, e lei lo sa, in città i cani possono nutrirai dei rifiuti dell’uomo, ma li lei dipende esclusivamente dal suo compagno di vita. Dopo la visita, torno all’albergo, non prima di essermi fermato a prendere un chai insieme ad uno che era ubriaco alle 8 del mattino. Piter poi, mi accompagna in moto a prelevare dei soldi, mangio un boccone a salto in macchina. 3 ore, una tra i villaggi e 2 su strada a 2 corsie. Arrivo a jaipur, ma appena entro nel terminal il tipo mi dice che devo andare al terminal 2, che dista 5 kilometri da quello, 2 poliziotti mi aiutano a trovare un riswo e raggiungo finalmente il mio volo.
L’aereo é grande per essere un volo interno, ha quaraanta minuti di ritardo ma é confortevole, arrivo a mumbay alle 7e30. Prendo il prepaided taxi e salgo su. É davvero strana la sensazione di vedere la stessa strada di un mese prima con occhi totalmente diversi: un mese fa mi pareva di essere capitato in un posto dimenticato dagli dei, senza le più semplici condizioni di vita, un posto nel quale non riuscirei a vivere. Ora invece l’impressione e tutta un altra: dopo aver visto molte altre città, villaggi e situazioni diverse di vita, qui mi pare davvero una città moderna. Anzitutto le donne col sari sono circa la meta, mentre altrove sfiorano il 100%, le insegne dei negozi, le strade, la gente.. Nella periferia ci sono anche le baraccopoli, che non sono certo esempio di avanguardia, ma le vie principali brulicano di persone che comunque vogliono fare qualcosa per divertirsi, é la stessa anima di new york, in india! Il taxista prova a dirmi che il foglietto é sbagliato e devo pagare di più, ma ormai ho imparato fin troppo bene come comportarmi: atteggiamento di essere annoiato da quella richiesta e infastidito, in modo da mettere lui in imbarazzo! Funziona, e quando arriviamo in zona gatkoper, lui chiede la strada ad altri e io gli indico la via, facendo un figurone. Salgo a casa e ci trovo Sachin che ha provato a chiamarmi in tutti modi, purtroppo pero la mia scheda indiana ha finito il credito e sul taxi non avevo luce per fare il cambio SIM. Il tempo di posare i bagagli e usciamo con lo scooter, mi porta a cena con Valentino, il suo insegnante di italiano, andiamo in uno dei più belli e costosi ristoranti italiani sulla spiaggia. In questi giorni qui é la festa di ganesh, ed é davvero una cosa così coinvolgente che tutti gli abitanti di Bombay scendono nelle strade e fanno grosse statue del Dio da portare poi per le vie fino a gettarle nel mare. Il clou dei 9 giorni termina dopodomani, Sachin mi chiede di rimandare il rientro per vederlo, ma io non mollo: é arrivato per me il tempo di rientrare. Durante il tragitto per il ristorante, un monsone ci fa scendere dallo scooter per ripararci, pare che a mumbay fortunatamente abbia piovuto tutti i giorni. Valentino ha diversi centri in india per l’insegnamento dell’italiano, é qui da nove anni, e conosce bene la situazione, la conversazione é piacevole. Usciamo dal ristorante e saliamo sullo scooter, facciamo un lunghissimo giro a vedere i vari ganesh, e non solo, in questo periodofanno festa tutti: anche nella zona dei musulmani ce festa per tutta la notte. Per vedere 2 secondi una statua di ganesh, la gente si mette in coda anche per 12 o 20 ore!! Un vero delirio di gente sorridente e chiassosa, e mi dice che questo é il 5% di quello che avviene tra 2 giorni, a me sembra un faraonico carnevale dove una città di 17 milioni di persone escono di casa per far qualsiSia cosa. Arriviamo a casa che son le 3 , faccio le abluzioni e vado a dormire. A mani giunte&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/177001586</link><guid>http://india.archimedix.me/post/177001586</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 14:45:37 +0530</pubDate></item><item><title>Il proprietario dell’albergo a puskar</title><description>&lt;img src="http://28.media.tumblr.com/tumblr_kpa3xmPuNM1qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Il proprietario dell’albergo a puskar&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/176914558</link><guid>http://india.archimedix.me/post/176914558</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:42:19 +0530</pubDate></item><item><title>La cagnetta del tempio</title><description>&lt;img src="http://26.media.tumblr.com/tumblr_kpa3uuzgg71qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;La cagnetta del tempio&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/176913679</link><guid>http://india.archimedix.me/post/176913679</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:40:59 +0530</pubDate></item><item><title>Sul monte del tempio di gaetri</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_kpa3shEQU71qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Sul monte del tempio di gaetri&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/176912781</link><guid>http://india.archimedix.me/post/176912781</guid><pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:39:29 +0530</pubDate></item><item><title>Giorno 24</title><description>&lt;p&gt;30 agosto
Mi sveglio una prima volata verso le 7, ieri mi sono soffiato il naso per tutto il viaggio e stamattina mi sento un straccio, mi giro e mi rimetto a dormire, mi sento stanco e debole. Stessa situazione alle 11, in puskar sto solo oggi dovrei uscire e vedere i templi, ma credo che sia meglio occuparmi della mia salute: mi rimetto a letto chiedendo a shiva di guarirmi.
Sento bussare alla porta, é il proprietario che siccome ieri non mi ha conosciuto é venuto a vedere, é simpatico, ha degli amici italiani che ogni volta che vengono da lui gli dicono “piter, che cazzo vuoi stronzo”, dette in perfetto italiano. Mi dice che quando voglio ha il ristorante sulla terrazza e posso fare il checkin da li. Guardo l’ora… Azz sono quasi le cinque. La terrazza ha una splendida vista, i due cucuzzoli sui quasi sembrano stati posati da Dio i due templi, creano un ambientazione stile fantasy davvero suggestiva.
Prendo un mix di frutta e un Masala toast, con un buon intruglio di ginger-honey-lemon e scendo a visitare la città. Purtroppo il lago é asciutto e tutta l’atmosfera é rovinata da draghe che cercano di convogliare la poca acqua rimasta per farla apparire meno putrida. Un sadhu mi convince a fare una puja, poco prima del tramonto ritorno in albergo. Salgo sulla terrazza e ci trovo un capellone biondo come me, ci salutiamo, mi sembra uno tranquillo, é francese, quindi iniziamo a chiacchierare in francese. La conversazione é piacevole, della Normandia, studia ecologia, ha vissuto 1 anno a Tolosa ed ora va a Londra per 3 anni. Ha la faccia un Po sballona ma é solo un impressione, magari pure io do quell’impressione :) poi quando scopri che anche lui adire Linux, mi sta ancora più simpatico.
Parliamo fino alle 21 quando mangiamo qualcosa, a fine cena scendiamo a fare un giro notturno. Torniamo a fumare una sigaretta in terrazzo e poi a dormire. Domani vorrei andare su uno templi, ci va mezz’ora a piedi per andare, poi alle 11 ho appuntamento col taxi che mi porta a jaipur, da li, alle 5 prendo il volo per mumbai, ho già avvisato Sachin.
Dopo la doccia scrivo un Po e prima di andare a dormire, scopro che sorprendentemente il mio raffreddore, che stamattina non mi faceva respirare, ora é scomparso.. Sara’ stato shiva o la magia del luogo, oppure i 2 ginger-honey-lemon e la dormita.. Ad ogni modo.. grazie. A mani giunte.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/176182943</link><guid>http://india.archimedix.me/post/176182943</guid><pubDate>Mon, 31 Aug 2009 16:01:28 +0530</pubDate></item><item><title>Riflessioni : Le guide turistiche</title><description>&lt;p&gt;Normalmente non sono un fan delle guide turistiche, sono assolutamente utili, ma tolgono quel pizzico di sapore del viaggio avventuroso, dove la disavventura può diventare costruttiva e dove alcune coincidenze possono portarti in posti davvero inesplorati dalle guide. Le guide che mi piacciono di più sono quelle specifiche comprate sul posto, tipo la storia dei moghul comprata in agra, ma anche un libro sulla cattedrale a chartres. Quando sono partito per l’india pero’ mi sono attrezzato con la più completa e rinomata lonnely planet, ho letto persino l’introduzione e le varie sezioni degli alberghi, che d solito non leggo mai. Da quando sono arrivato in india ho scoperto l’impatto che hanno sul territorio: più di una volta ho capito che quanto noi leggiamo é solo una delle interpretazioni possibili e quanto impatto abbiano sul territorio di cui parlano.
Prima del safari a jaisalmer, avevo letto molto al riguardo, e nella sezione specifica consigliavano di dire ai cammellieri che pulissero tutto prima di andar via. Quando sono stato li, sono arrivato in posti sempre puliti, ed ero con due francesi che, alla prima occasione, hanno ripetuto fedelmente il consiglio dato dall guida. La risposta, tanto semplice quanto eloquente, é stata: “signora (straniera), questo é il MIO deserto, ai turisti non piace lo sporco quanto non piace a noi, non si preoccupi”. Non so se i cammellieri conoscessero la lonnely planet, ma conoscevano molto bene l’atteggiamento saccente di quei turisti coloniali. 
Sul forte di jaisalmer , avevo letto un capitolo molto strano:”siccome la città ha gravi problemi di acqua, non elenchiamo nessun albergo all’interno del forte, e ne sconsigliamo l’utilizzo. Quando ci sono stato, anche io sono stato in un albergo subito fuori dalle mura. Parlando con le persone, mi han detto che negli ultimi 3 anni gli alberghi interni stanno chiudendo, e ne sono nati molti nuoi, subito attorno alle mura. La loro polemica era dovuta al fatto che il governo vuole mandare via le 5000 persone che ci abitano, per farne un attrazione turistica. Non so se il governo indiano abbia influenzato le guide , oppure le guide abbiano influenzato pesantemente i turisti, e non so nemmeno se siano corrette o meno le intenzioni del governo, ma l’impatto delle cose scritte sulla guida sono davvero alte.
Quando sono arrivato ad amristar , mi sono messo di più a seguire i consigli della guida: sono sceso dal treno ed ho detto al riswo-man di portarmi al grace hotel. Lui mi ha risposto “si lo so, tutti vogliono andare li, perché il proprietario é un sikh americano, che si é fatto fare le recensioni su tutti i libri”.
A Varanai mi hanno portato in una fabbrica di seta, dove il proprietario, una delle prime cose che ha detto é stata”siamo anche sulla lonnely planet”, ed a jaisalmer il mio amico indiano sapeva elencarmi i negozi che erano sulla stessa guida. A puskar invece alcuni locali avevano la scritta “lonnely planet” più in vista dell’insegna stessa. 
La guida rimane comunque uno strumento molto utile, ma ci andrebbe un wikitravel da poter sfogliare comodamente in viaggio per poter equilibrare le fonti e le esperienze, e soprattutto per evitare che i monopoli influenzino troppo l’aspetto locale del territorio.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/175602564</link><guid>http://india.archimedix.me/post/175602564</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 23:51:40 +0530</pubDate></item><item><title>Riflessioni : Il miracolo hindustan</title><description>&lt;p&gt;Quando leggevo sulle guide che l’india é un subcontinente, non avevo idea di cosa significasse, delle reali diversità del popolo indiano. Sto scoprendo, giorno dopo giorno, quanto enormi siano queste differenze: la religione, le attitudini, la struttura fisica, le tradizioni e le arti, oltre che alla lingua, ma non solo nella pronuncia o nella grammatica, hanno proprio un ceppo diverso, con anche i caratteri delle lettere diverse… E io sono stato in soli 6 stati, ce ne sono almeno il doppio. Considerare l’india come una nazione é concretamente sbagliato. É come considerare l’Europa uno stato: non solo esistono enormi differenze tra un norvegese e un portoghese, ma ne esistono anche tra un Trentino e un siciliano!! E noi in Europa abbiamo poche differenze religiose, nella maggioranza degli stati si può dire che ormai la religione é quasi inesistente, ma comunque esitono pochissime differenze. La parola “india” é il nome inglese di questo paese, il nome che usano più frequentemente gli indiani per definire il loro paese é hindustan, ma nel punjab ha anche un altro nome: bhart. 
Durante il safari a jaisalmer , c’erano con me anche 2 indiani di bangalore, ma sia l’atteggiamento, sia la loro casta, ma soprattutto la lingua, faceva si che tra loro dovessero parlare inglese per capirsi.
Nella storia l’india non é mai stata unita se non quando era sotto il dominio di un invasore straniero: i moghul prima, gli inglesi poi. Ci andava proprio un uomo come Gandhi per riunirla senza l’intervento di qualche straniero: penso davvero che quell’uomo abbia fatto un vero miracolo qui, anche con l’unico neo del Pakistan.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/175598589</link><guid>http://india.archimedix.me/post/175598589</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 23:45:28 +0530</pubDate></item><item><title>La vista di puskar dall’albergo</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_kp7buxAGw91qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;La vista di puskar dall’albergo&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/175596178</link><guid>http://india.archimedix.me/post/175596178</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 23:29:48 +0530</pubDate></item><item><title>La vista di puskar dall’albergo</title><description>&lt;img src="http://27.media.tumblr.com/tumblr_kp7akeBtaG1qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;La vista di puskar dall’albergo&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/175579204</link><guid>http://india.archimedix.me/post/175579204</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 23:02:29 +0530</pubDate></item><item><title>Giorno 23</title><description>&lt;p&gt;29 agosto 
La mattina metto la sveglia alle 7, non voglio fare tardi stavolta, alle 8 sono pronto, ma Sushil deve ancora passare a prendere il resto della famiglia, partiamo alle 9e30 con sua sorlla e marito, un amico, sua mamma, un bimbo piccolo e una bellissima bambina di una decina di anni che continua a fissarmi. Verso meta strada, vedo un posto di blocco in lontanaza, loro parlano con qualcuno nel villaggio, poi Sushil fa una telefonata e mi dice che siamo quasi al confine col Pakistan, e 100 km circa prima del confine é consentito solo agli indiani e solo se hanno un motivo valido: loro quindi proseguono per il tempio di tanot mater, io devo tornare indietro :( così fermiamo una macchina che mi riporta a jaisalmer per 200 rupie. Peccato, sarebbe stata una bella esperienza, ma Sushil dice che annoderà un fazzoletto anche per me. Io ritorno al forte, faccio un giro ma il caldo mi opprime, così torno in albergo a pranzare. Dopo quasi un mese di cibo indiano, stavolta provo la tanto decantata pizza italiana: ovviamente nulla a che vedere con quello che noi chiamiamo pizza, ma devo dire che mi ha fatto piacere. Nel frattempo vengo raggiunto sulla terrazza da 4 ragazze, 2 inglesi e 2 tedesche: ancora una volta noto un atteggiamento tipico del turista che vuole visitare un posto diverso ma con le stesse comodidá di casa propria, quando il tizio gli porta il te, lei glielo rimanda indietro perché lo vuole pieno fino all’orlo; oppure quando ordina un caffè e gli portano un altra cosa, lui prima lo beve e poi non lo vuole pagare…. Sono contento di non essermi infilato in comitive di questo tipo, perché motivi per lamentarsi ce ne sarebbero moltissimi, ma si rischia di tornare a casa con dei brutti ricordi! Mi dicono anche che puskar é bruttissimo, il lago é quasi secco ed é pieno di turisti.. Bah, ormai il biglietto ce l’ho e il bus parte tra 2 ore, eppoi il loro giudizio non mi pare così prezioso. Chiedo al proprietario se posso fare ancora una doccia, lui mi da entrare in una camera, che probabilmente é quella che usano loro alla reception.. vabbeh, faccio una doccia e sistemo due cose, dopodiché alla stazione dei bus mi accompagna il proprietario che si chiama anche lui Rajesh. Prima di andarsene mi hiede un favore, se posso spedirgli una moka, perché vuole completare il suo menù italiano con un buon caffè, vediamo se quando torno mi ricordo. Il bus é pieno, e i posti per dormire sono tutti già occupati, mi arrabbio ma lui é inflessibile, mi dice che avevo prenotato per il giorno prima, e il cambio l’ha fatto l’albergo, non lui, per cui, posto a sedere. Mi siedo e cerco di rilassarmi, tanto non serve a nulla: sono 10 ore di viaggio, ma dovrei arrivare intorno alle 2 di notte, magari faccio ancora in tempo a dormire un Po in albergo.
La denominazione “turistic bus” mi ha tratto in inganno, pensavo fosse un livello superiore al normale bus, in effetti lo é ma la popolazione all’interno é la stessa dei bus normali: anzitutto ero l’unico straniero, poi la gente é ovunque, quando spngono le luci, quelli in piedi si sdraiano nel corridoio e nei posti per dormire si possono trovare anche 4o5 persone. Mi appisolo un po, quando mi sveglio per una pausa, mi ritrovo una giovane mamma con la testa appoggiata sul braccio, e i due piccini con la testa appoggiata sulla mia coscia, la mano sulla spalla destra invece, é del mio vicino di sedile! Ero un Po preoccupato all’idea di arrivare in piena notte in un posto nuovo, perché orientarsi già é difficile, a notte fonda potrebbe essere davvero frustrante. Qualcuno mi sveglia, sono arrivato, ovviamente l’ora prevista era del tutto superficiale, sono le 3 e mezza. Appena scendo vedo 3 o 4 ragazzini che mi si avvicinano, uno ha in mano un biglietto che riconosco: di fronte al tempio giainista a jaisalmer avevo incontrato un certo Sadu che mi ha chiesto se sapevo dove dormire, avevo risposto di no e lui mi ha dato un biglietto e ha fatto una telefonata, ora quel ragazzino mi mostra il biglietto, pronunciando il mio nome e la mia nazionalità: che efficenza! In meno di 2 minuti sono nella mia stanza, mi dice”adesso dormi, domani poi facciamo il resto”. Beh, spero non ci siano fregature, ma le mie preoccupazioni per trovare una sistemazioni si sono esaurite in meno di 2 minuti. Faccio una doccia e scrivo un po, si sono fatte le 4 e dormo. A mani giunte.&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/175569419</link><guid>http://india.archimedix.me/post/175569419</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 22:56:27 +0530</pubDate></item><item><title>Mentre l’allegra famigliola prosegue, io son costretto a...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_kp6tlu4e521qzjligo1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Mentre l’allegra famigliola prosegue, io son costretto a tornare indietro con una macchina a caso&lt;/p&gt;</description><link>http://india.archimedix.me/post/175407031</link><guid>http://india.archimedix.me/post/175407031</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2009 17:01:24 +0530</pubDate></item></channel></rss>
